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La seconda notte di quiete (2017)

Special Project @ Deposito A (Verona) - Festival Veronetta (ArtVerona OFF).

Curated by Christian Caliandro

Un’iniziativa allargata e aperta alla città, che interesserà non un semplice quartiere, ma una città nella città, una città accanto alla città, fatta di muri sbreccati e scrostati incredibilmente belli, di crepe improvvise nelle facciate, ma anche di botteghe, bar, osterie che sembrano posizionati fuori dal tempo.

In tale contesto urbano, ricchissimo di storia e fortemente caratterizzato dal punto di vista identitario, dove si rileva un alto tasso di immigrazione e di giovani, in quanto sede dell’Università, alternativo al centro storico-monumentale e alla sua percezione “turistica”, pulsante di luoghi (biblioteche, studi, ristoranti, bar ed esercizi commerciali che pertengono alla vita quotidiana), dove è concretamente possibile entrare e immergersi in una dimensione differente, La seconda notte di quiete prevede la costruzione di una “mostra-non mostra”, di un sistema espositivo non tradizionale, in cui le installazioni degli artisti vivano e crescano all’interno di un ecosistema “precario”, effimero, transitorio, della durata di appena tre giorni, sulla base di alcuni criteri guida, quali il rispetto per l’identità e la storia del luogo, l’accoglienza, la collaborazione, le relazioni e l’opera d’arte intesa come “stato”.

Estratto da Comunicato Stampa

 

 

An event that expands and opens out to the city and that will involve not just a single district but a city within the city, a city next to the city, made of incredibly attractive chipped and peeling walls, of sudden cracks in the facades, but also of shops, bars, inns that seem positioned outside time.

In this urban context abounding in history and featuring a very strong identity, characterised by high rates of immigration and of young people, seeing it hosts the University, an alternative to the historical/monumental city centre and to its ’tourist’ connotation, pulsing with locations (libraries, studios, restaurants, snack bars and shops linked to everyday activities), where it is concretely possible to enter and enjoy a different dimension, The second night of calm envisages the construction of an “non-exhibition exhibition”, namely of a non-traditional exhibition system in which the artists’ installations can live and grow inside a ‘precarious’, ephemeral and transitory ecosystem that lasts only three days, based on several guiding criteria such as the respect for the identity and history of the location, welcoming, cooperation, relations and work of art intended as ‘state’.

Excerpt from Press Release